I piloti di F1 devono affrontare una stretta fiscale da parte delle autorità italiane

Photo: Getty Images / Red Bull Content Pool

22. 04. 2026 23:13 CET
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I piloti di F1 devono affrontare una stretta fiscale da parte delle autorità italiane

Tereza Hořínková

Tereza Hořínková

Giornalista di News.GP specializzato in F1 e MotoGP

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Una nuova spinta da parte delle autorità italiane ad applicare le norme fiscali sugli atleti in visita ha messo i piloti di Formula 1 in una posizione di incertezza per quanto riguarda i redditi guadagnati durante le gare nel Paese.

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La mossa segue una spinta più ampia da parte dell'autorità fiscale italiana per rafforzare l'applicazione delle norme esistenti, che richiedono agli sportivi non residenti di pagare le tasse sui guadagni generati durante le competizioni in Italia. Secondo quanto riportato dal quotidiano bolognese Il Resto del Carlino, la sezione di Bologna della Guardia di Finanza ha avviato un'indagine per verificare se le scuderie e i piloti di F1, sia del passato che del presente, abbiano dichiarato e pagato correttamente le tasse legate ai recenti Gran Premi italiani.

Al centro della questione c'è un'incoerenza di lunga data nell'applicazione di queste norme. Mentre il quadro normativo è chiaro, l'applicazione è variata nel tempo, lasciando zone d'ombra che ora vengono rivalutate. Questa incertezza ha spinto l'avvocato italiano Alessandro Mei a chiedere un'indagine formale sulla conformità fiscale degli atleti stranieri, con la Formula 1 che è emersa come un obiettivo chiave a causa della portata delle sue operazioni e dei suoi guadagni.


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Secondo quanto riportato, l'indagine riguarda sia gli attuali che gli ex piloti, anche in situazioni in cui il pagamento delle tasse non è stato precedentemente richiesto dalle autorità. I piloti sarebbero stati contattati e invitati a presentare le loro dichiarazioni dei redditi 2025, nonché a confrontarsi con i funzionari italiani direttamente o tramite rappresentanti per chiarire la loro posizione.

Le autorità starebbero anche esaminando le stagioni precedenti, richiedendo informazioni dettagliate su contratti e accordi di sponsorizzazione per stabilire se i redditi legati alle corse in Italia siano stati dichiarati correttamente.

Le potenziali conseguenze sono significative. Secondo la legge italiana, il mancato pagamento di imposte superiori a 50.000 euro può costituire un reato penale, con il rischio di un'azione penale e di ingenti sanzioni finanziarie.

L'indagine si estende a tutte le sedi dei recenti Gran Premi d'Italia, tra cui Monza, Imola e Mugello, su mandato della Corte dei Conti. Questo allarga la portata dell'indagine e ne rafforza lo status formale.

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